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Ho conosciuto Agostina attraverso una carezza.

Una di quelle carezze che ti regalano amore gratuito, quelle che ti porti dietro come tesori preziosi da sfoderare quando il grigio prende il sopravvento e arriva buio presto, dentro e fuori. Una di quelle carezze che se te le fanno da bambini, la vita non ti spezza. Mai. Ma i tempi dei nostri percorsi hanno ritmi diversi da quelli perfetti e allora capita che le carezze da bambino te le perdi….e quando ne incontri una per strada, la riconosci…e ti smonta, e poi ti rimonta.


Io e Agostina siamo rimaste in contatto per poche, preziose, parole, ogni tanto….finché quel blu mi ha fulminato e, entusiasta ed incosciente, sono arrivata a Brentonico, al cospetto di un tino che incute rispetto, e di un’umanità che ne merita ancora di più.

Il tino e l’umanità meritano attenzione…sembra tutto facile, sembra di capire tutto subito, ma finché non entri, nell’uno e nell’altra, non hai capito niente.

E così ci ritroviamo di fronte al tino, portando, offrendo, un pezzo di noi…in religiosa attesa di quello cha sarà, come un oracolo.

Perché il tino ti rimanda ciò che sei.


E noi siamo Tessa che tesse i suoi sogni, e chissà quanto altro ancora, in quei filati che raccontano storie….

siamo Petra, eterea ed elegante, come i suoi piccoli punti nel blu, ma che si scioglie davanti alle sue ombre e adesso bisogna ritrovarsi.…

siamo Pinuccia, frustrata per tutto quello che non sarà, quasi da perdersi il bello di tutto quello che è….

siamo Vale, col suo “tappeto” di sfumature disteso sul tavolo, un ordito vario, una trama piena, i pensieri già alle prossime storie….

siamo Paola, che gioisce dei segni inaspettati sulla sua tela, perché la perfezione non esiste, ma la nostra bellezza sì….

siamo Francesca, la pienezza di una presenza silenziosa, lieve e delicata, perché quando siamo in armonia con noi stessi non abbiamo bisogno di alzare la voce per farci sentire….

siamo Gina, che quelle ombre proprio non le manda giù, che “dove è finito tutto il mio blu?”, che io ci contavo su quel blu, e adesso devo mettermi a cercarlo….

siamo Cristina, vera dall’inizio alla fine, proprio come i suoi filati, che l’emozione non l’aveva messa in conto nella ricetta del gomitolo, e adesso saranno maglioni che scaldano davvero….

siamo Claudia, che con il blu ritorna a casa, ovunque sia casa, dentro e fuori….

siamo Betty, che quando il tuo centro è ben fermo, danzi con leggerezza verso capolavori di blu….

siamo Angela, affascinata dalla forma delle nuvole, che arriva per caso e tira fuori bellezza da ogni fibra….

siamo Elisa, che il tino mi rimanda un cielo con due lune, ma che senza la prospettiva dell’infinito, perdono poesia….


A tenere le fila di tutta questa umanità, c’è Agostina, che vede dentro e oltre, anche quando ha gli occhi chiusi… un’abile sciamano che ci insegna la cura del tino come un rito da celebrare. Sciamano, questa parola che mi piace, e per non sprecarla invano, mi prendo il dizionario….”lo sciamano è considerato un intermediario fra gli uomini e il mondo degli spiriti”. Così, attraverso il tino, Agostina ci rivela e ci dona un pezzetto della nostra anima…ognuno perso e ritrovato alla propria profondità, come le infinite sfumature di blu.


Ci saluta e ci consegna un bel messaggio, una promessa, un dovere.

Abbiate cura del tino.

Abbiate cura di voi.

E mi riporto a casa una carezza.



Brentonico 2015

                                      



Report 2015


Profondo Blu di Elisa Arzuffi

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